L’Infiltrato Speciale 02: Fare Email Marketing Conviene

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Eccoci alla seconda puntata della rubrica curata da Enrico Rivasi, nella quale condivide argomenti e riflessioni nati durante il suo percorso formativo di Master (trovi qui la prima puntata). Il suo obiettivo è quello di stimolare la discussione e far capire l’importanza che gli strumenti del web hanno per qualsiasi attività imprenditoriale.

Molte volte le aziende considerano gli strumenti di marketing come troppo costosi e laboriosi per essere integrati nei propri business, sprecando grosse opportunità di fidelizzazione e acquisizione di nuovi clienti.

Uno strumento a mio avviso molto utile e alla portata di tutte le PMI è quello dell’e-mail marketing.
Ho avuto il piacere di ascoltare una lezione tenuta da Nazzareno Gorni (co-fondatore di MailUp) proprio su questo tema e ritengo utile condividere con te gli spunti che mi sono portato a casa.

 

Quando parliamo di e-mail marketing intendiamo l’attività attraverso la quale le aziende contattano i propri clienti (o possibili tali) tramite e-mail offrendo sconti, servizi aggiuntivi ad un prodotto precedentemente acquistato, servizi di costumer service, etc.

In questo senso anche una semplice e-mail dove chiediamo ad un nostro cliente come si trova con un nostro prodotto o se ha bisogno di assistenza può essere considerata un’attività di e-mail marketing, ma il mio obbiettivo è quello di presentarti una forma più evoluta ed efficace rispetto a quella sopra descritta.

 

I PRIMI PASSI

 

Molte aziende sono già in possesso di un fornito database di contatti e molte volte non sanno cosa farsene, o meglio non sfruttano tutte le reali possibilità insite in esso: l’email marketing è un ottimo strumento per trarre il massimo vantaggio dal proprio database.

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Mi concentrerò ora su due dei capisaldi dell’email marketing, ovvero la gestione del databasela costruzione di un messaggio “ottimale” per i propri lettori.

 

CREARE E SFRUTTARE UN DATABASE DI CONTATTI

 

Chi ha già sviluppato l’attività di e-mail marketing avrà sicuramente un elenco contatti dal quale attingere. L’attenzione, in questo caso, va posta sul controllo periodico dei recapiti e la conseguente cancellazione di quelli non più aggiornati o inesistenti.

Se il numero di e-mail errate del nostro database supera il 7-8% c’è la possibilità che il messaggio che inviamo finisca nello spam del ricevente, abbassando il tasso di apertura.

Diverso è il discorso per chi, invece, non ha mai sviluppato attività di e-mail marketing: in questo caso delle corrette strategie per costruire un database di contatti utili sono:

  • inserire all’interno del proprio sito web una form per l’iscrizione alla newsletter aziendale;
  • inserire la Form di iscrizione all’interno dei profili social dell’azienda;
  • invitare i clienti o possibili tali ad iscriversi nel corso degli eventi che si organizzano o alla quale si partecipa (es. fiere di settore);
  • raccogliere gli indirizzi e-mail dei propri clienti o possibili tali ripercorrendo tutti i contatti presenti nelle varie caselle di posta aziendali (se non è mai stato fatto precedentemente);
  • se si svolgono attività promozionali, far si che il cliente lasci un suo recapito mail attraverso un form cartaceo (offline) o su una landing page (online)

 

Che si abbia già o no un database è fondamentale che il cliente sia informato e aiutato nel momento in cui decide di lasciarci il suo indirizzo e-mail attraverso form o schemi di autoprofilazione chiari e i più semplici possibile.

Inoltre l’utente deve essere informato del fatto che il proprio indirizzo di posta elettronica verrà inserito in un database e potrà essere oggetto di comunicazioni informative o promozionali da parte dell’azienda e che lo stesso non verrà passato a terze parti per altri fini.

Sempre nell’ottica di sviluppare e gestire un database ottimale è fondamentale dividere fin dall’inizio il database per tipologia di clienti in modo da sviluppare un’attività di e-mail marketing il più segmentata possibile. Se non è possibile dividerla per tipologie, occorre almeno sviluppare una divisione per clienti e potenziali clienti.

Prima di passare alla costruzione del messaggio è importante sottolineare che una buona pratica è quella di offrire dei vantaggi a chi ci lascia il suo indirizzo e-mail, come uno sconto o un piccolo gadget (es. e-book).

 

SPEDIRE UN MESSAGGIO VINCENTE

 

Un secondo caposaldo dell’email marketing è il messaggio che si vuole recapitare ai propri contatti. Molte volte i contenuti non attirano l’attenzione di chi li riceve perché non sono presentati nella maniera corretta né dal punto di vista visuale, né grammaticale.

Essenzialmente, per sviluppare un buon messaggio, il ricevente deve essere in grado di sapersi rispondere alle seguenti tre domande:

  1. Chi mi scrive?
  2. Cosa mi chiede di fare?
  3. Perché dovrei farlo?

 

Sviluppare i contenuti tenendo in considerazione queste tre domande fa si che si aumentino sensibilmente le possibilità che il nostro messaggio sia letto e che gli utenti prendano in considerazione ciò che gli stiamo proponendo.

Ovviamente alla base ci deve essere una proposta di valore che è sinonimo di qualità del brand e dei prodotti/servizi che offriamo.

Per quanto riguarda il messaggio, Gorni, ci ha dato alcuni spunti riguardo la grafica e lo stile.

La grafica deve essere il più coerente possibile con il target (es. se ci rivolgiamo ad un target di sole donne è meglio utilizzare colori e forme che fanno risaltare un carattere di femminilità) senza tralasciare l’immagine del brand.
Per quanto riguarda lo stile, invece, bisogna sviluppare dei testi senza dimenticare mai cosa interessa veramente agli utenti ai quali ci stiamo rivolgendo, al registro che utilizzano e alle loro aspirazioni.

Un altro consiglio utile è quello di concentrare le informazioni più importanti nelle prime righe e richiedere una call to action attraverso inviti visivi o testuali nelle righe o spazi successivi.

Infine una pratica davvero poco usata ma utile è quella di effettuare un test su una parte dei propri contatti (max. 20%). A questi contatti divisi in parte uguali si invieranno due versioni della nostra newsletter: questo tipo di test è conosciuto come “Test A+B”.

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Programmi di gestione delle “campagne” di e-mail marketing come Mail Up (prova gratuita 30 gg.) o MailChimp (gratuito fino a 2000 contatti ) permettono di sviluppare questi test in maniera automatica.

Questa pratica permette di comprendere quale versione di mail garantisce un tasso di apertura più alto e ottenere cosi le performance migliori.

 

In conclusione posso affermare che l’implementazione dell’e-mail marketing nelle strategie di comunicazione è un ottimo strumento che permette di sviluppare nel tempo una comunicazione mirata e, attraverso l’utilizzo di strumenti come il Test A+B, di ottimizzare le attività, aumentare i tassi di apertura e diminuire i costi unitari di gestione.

Ringrazio Enrico per la sua disponibilità a collaborare con me per questa rubrica. Resta in contatto per le prossime puntate (puoi farlo iscrivendoti alla newsletter) e, nel frattempo, segui il profilo Linkedin di Enrico. 

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  • Andrea Giolo

    Ciao Carlo,

    Spesso le aziende focalizzano le loro strategie sulla ricerca di nuovi clienti o su nuovi mercati, senza considerare la potenzialità dell’Email Marketing. Semplice da attuare e con possibili riscontri veloci, i clienti vogliono essere considerati e coccolati sopratutto in questo web fatto di numeri e statistiche.

    A presto.

    • http://www.carlomazzocco.com/ Carlo Mazzocco

      Ciao Andrea,
      grazie per la tua aggiunta e per aver letto l’articolo :)