Sentiment Analysis: Le Pmi Possono Sfruttarla

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[Questo è un guest post di Enrico Rivasi, web marketer freelance e blogger. Enrico fornisce un’interessante analisi sull’utilità dell’ascolto della Rete per le PMI attraverso gli strumenti forniti dalla sentiment analysis. Per una definizione generale, su Wikipedia potete trovare maggiori informazioni]

I social media sono sempre più presenti nelle dinamiche comunicative dei privati e giorno dopo giorno influenzano sempre più la nostra esistenza. Le aziende, grandi o piccole che siano, oggigiorno non possono più far a meno di pianificare le proprie strategie di comunicazione senza pensare ad integrare i social media come strumenti atti a costruire un dialogo con la propria clientela.

Nonostante molte ricerche parlino chiaro, in Italia ancora troppe PMI non prendono in considerazione l’integrazione di questi strumenti della comunicazione, in quanto molte di esse non vedono dei vantaggi concreti dal loro utilizzo o pensano siano al di fuori della loro portata economica.

Il fine di questo articolo è di mostrarvene uno, assai importante per indirizzare le vendite e le strategie di marketing: la sentiment analysis.

Le aziende si pongono continuamente domande su:

  • cosa vogliano i propri clienti o prospect;
  • in che modo vogliano fruire di un prodotto/servizio;
  • quanto siano disposti a spendere per comprare un prodotto/servizio.

 

Per rispondere a questi quesiti (e ad altri ancora) le aziende, e gli uffici marketing in particolare, si sono sempre rivolti a strumenti come le interviste, le ricerche di mercato o altre metodologie di analisi settoriale quasi sempre troppo costose per le PMI.

 

“ASCOLTARE” I SOCIAL MEDIA PER FARE SENTIMENT ANALYSIS

 

La sentiment analysis permette di monitorare le preferenze e le opinioni, indirizzando le strategie aziendali di marketing grazie ai risultati ottenuti dall’analisi delle conversazioni sui social media.

La progressiva proliferazione dei social media ha reso disponibile una quantità senza precedenti di preferenze e opinioni sul proprio target o presunto tale.

Questa opportunità è nella natura stessa del social web, dove dimensione cognitiva e emotiva si coniugano, valorizzando la condivisione e l’aspetto comunitario.

Le PMI oggi hanno la possibilità di individuare, filtrare, organizzare e analizzare il “brusio” che c’è attorno ad un settore e possono focalizzarsi sugli aspetti quantitativi e qualitativi che determinano l’aspetto positivo o negativo del sentiment stesso e il grado di emotività espresso.

Concretamente, le aziende hanno a disposizione diversi strumenti come Social Mention, HootSuite e Trackur, solo per citarne alcuni (a questo link potete trovare una presentazione sulla sentiment analysis con diversi altri tool).

 

UN AIUTO ESTERNO PER INIZIARE

 

Certo è che l’attività di analisi non può essere fatta senza delle competenze alle spalle. Per questo si stanno sviluppando le figure del social media manager o comunque di collaboratori esterni che conoscano i meccanismi di interazione dei social media e del web marketing in generale e che sappiano utilizzare i vari strumenti per la sentiment analysis oggi a disposizione.

In conclusione le PMI oggi, grazie al continuo sviluppo del social web, possono sfruttare strumenti per la sentiment analysis che prima erano inaccessibili per le modalità e i relativi costi che richiedevano. Tali strumenti non possono non essere tenuti in considerazione da chi deve decidere delle strategie di marketing dell’azienda o di come l’azienda dovrà comunicare verso il proprio mercato di riferimento.

[Ringrazio Enrico per il suo gradito intervento e ti invito a leggere anche il mio articolo sul monitoraggio della reputazione aziendale]

 

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  • Guglielmo Cornelli

    Ciao Carlo,
    quella che voi chiamate “Sentiment Analysis” per me é “Listening”, ma comunque ci siamo capiti … oltre ad un SM Manager in gamba, bisogna avere una notevole conoscenza del proprio ambito, naturalmente, perché serve effettuare una ricerca per parole chiave ben mirata, il resto viene da se ;)