Anche alle PMI si apre il mondo dell’outsourcing presso freelance

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Qualche giorno fa sono stato contattato da Alberto, referente di Twago, piattaforma online nata come punto di incontro tra professionisti per facilitare l’incontro tra aziende e freelance per progetti in outsourcing.

Mi è stato proposto di scrivere un guest post nel quale raccontare brevemente la mia storia e il mio background, cosa che ho accettato con piacere.

Ora ti propongo il contributo di Alberto, il quale tratta di come l’outsourcing nel prossimo futuro potrà rappresentare un’opportunità sempre più concreta per le PMI.

Anche alle PMI si apre il mondo dell’outsourcing presso freelance

di Alberto, di twago Italia, piattaforma di outsourcing per freelance (esperti web designer, traduttori, professionisti della programmazione, del copywriting, del seo).

Se dieci anni fa si parlava di outsourcing, tutti pensavano unicamente alle grandi imprese che potevano permetterselo. Se si parlava di outsourcing freelance, poi, al massimo qualcuno si immaginava consulenti specializzati che collaborano con qualche grande compagnia. Oggi l’outsourcing è cambiato. Così come è cambiato il lavoro freelance.

Perchè prima solo le grandi aziende, e non le piccole medie imprese, potevano effettivamente permettersi l’outsourcing? Per diversi motivi.

1) l’accessibilità era limitata. Era difficile trovare l’eccellenza senza una costosa ricerca su vasta scala.

2) fatta esclusione per la rete di conoscenze informali, mancavano strumenti per assicurare il necessario rapporto di fiducia con un collaboratore freelance esterno.

3) mancava il know how su come instaurare un rapporto con un libero professionista o un freelance.

4) l’insicurezza e la mancanza di certezze dei primi tre punti non garantivano la certezza della conclusione di un progetto esterno, né, tantomeno, garantivano il successo dell’investimento economico necessario.

Tutto questo è cambiato. Molto velocemente. Tutto questo è cambiato grazie al web. E grazie alla nascita delle piattaforme di intermediazione online, che fanno incontrare i nuovi esperti freelance anche alle piccole medie imprese. Come? Rileggiamo qual’è oggi lo status dei 4 punti critici dell’outsourcing di un tempo:

1) l’accesibilità non è più limitata. Grazie alla rete, chi sa muoversi può trovare tutto e tutti. La rete è uno spazio globale in cui la giusta ricerca permette risultati impressionanti in quantita e potenzialità. E, cosa ancora più importante, lo fa a costi decisamente contenuti. Un’azienda che cerca di esternalizzare, ad esempio, un progetto di programmazione ha potenzialmente la possibilità di trovare sul web degli ottimi programmatori freelance.

2) resta il problema della fiducia. Un buon sito di un buon freelance non assicura ancora la qualità e l’affidabilità che permettono ad una piccola media impresa di non correre rischi economici. Le piattaforme di otusourcing online hanno assunto il compito di garantire questa affidabilità, dando vita ad una rete di professionisti freelance le cui specialità e le cui esperienze passate sono visibili e trasparenti.

3) stessa cosa vale per il know how. La piccola media impresa che non ha i mezzi per occuparsi dei contatti, della scelta del collaboratore freelance, delle trattative, può appogiarsi alla piattaforma online, che  offre esperienza diretta e quotidiana in materia. L’azienda può quindi concentrarsi con il collaboratore freelance sul progetto in quanto tale, definendolo nel corso dei lavori, migliorandolo e, magari, ampliandolo.

4) la sicurezza e le certezze dei prmi tre punti garantiscono così alla piccola media impresa di poter fare un outsourcing presso freelance senza particolari rischi, con certezze sulla qualità e con un sostegno tecnico e logistico permanente. Non ultimo, questo vale anche per l’aspetto finanziario. Le piattaforme online si occupano anche della trasparenza e delle correttezza dei pagamenti, facendo in modo tale che gli investimenti non vadano a perdersi inutilmente (magari con il freelance sbagliato).

Ecco quello che è successo all’outsourcing in meno di dieci anni. Si tratta di evoluzioni enormi. Permesse dal web e dai veloci progressi dell’economia digitale e del lavoro freelance. Piccole e medie imprese e lavoratori freelance specializzati hanno oggi prospettive di collaborazione decisamente stimolanti. Collaborazioni che aumenteranno sempre di più, localmente e globalmente.

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