Personal brand, posizionamento online e offline, strategie comunicative al Blob 2.0 di Treviso

Sabato 10 settembre, ore 10.30, Loggia dei Cavalieri a Treviso: queste le coordinate spazio-temporali di un’interessante e inusuale (rispetto alle solite mattinate trevigiane) conferenza, che ha visto protagonisti alcune importanti figure del mondo del marketing e della comunicazione, oltre a una buona audience composta sia da pubblico interessato che da semplici curiosi.

Il programma dell’incontro prevedeva come relatori:

  • Tommaso Sorchiotti (Personalbranding.it), autore di Personal Branding
  • Michelangelo Tagliaferri (Hdemia)
  • Enrico Bisetto e Damiano Bordignon (SeStyle)
  • Stefano Quadraro (HWGadget)
  • Dino Amenduini (Proforma)
  • Alex Giordano (Ninjamarketing), misteriosamente non pervenuto…

L’evento inizia con Tommaso Sorchiotti che introduce il concetto di “personal branding” (d’ora in avanti “PB”, per brevità), termine coniato negli USA nel 1997. Gli americani, si sa, amano creare definizioni sui generis, e infatti considerano il PB come un’insieme di modalità per promuovere se stessi come un vero e proprio prodotto commerciale. Una metafora può essere quello del supermercato: occorre “posizionare” se stessi nella migliore posizione possibile sullo scaffale se si vuole essere visti e scelti più facilmente.

Finora molte persone hanno fatto PB in maniera inconsapevole, ad esempio diventando blogger per nicchia di argomento: in questo modo fanno di se stessi dei punti di riferimento per tutti gli interessati, abbattendo le distanze territoriali grazie alla Rete.

“Non si può non comunicare”! Questa è la frase che i ragazzi di SeStyle utilizzano per introdurre i loro interventi. Comunicare ciò che si è, ciò che si è bravi a fare può essere sia un opportunità che un rischio: bisogna stare attenti ad usare il corretto registro comunicativo e a rispettare le opinioni altrui, anche se contrastanti rispetto alle proprie.

E’ importante diversificarsi, mettendo in primo piano la propria storia personale.
Le persone comunicano con altre persone, non con delle fantomatiche entità aziendali, quindi “metterci la faccia” diventa un requisito fondamentale per confrontarsi con il proprio pubblico. Enrico puntualizza che il PB non è semplicemente “l’arte di vendersi online“: occorre prima capire quali sono i propri punti di forza e la propria vera identità personale nel mondo offline prima di iniziare ad esporsi online.

La necessità di “umanizzare” le aziende viene espressa con forza da Stefano Quadraro. Prima di tutto occorre che l’azienda sia “sentita come propria” dal personale interno, occorre condividere le informazioni e favorire lo scambio di relazioni.
Le vendite sono sicuramente l’obiettivo fondamentale per le aziende, ma si può vendere di più se i dipendenti sono coinvolti nelle comunicazioni interne: possono potenzialmente diventare dei testimonial dei prodotti/servizi che contribuiscono a creare!

Il dibattito prosegue affermando che una consistente quota di aziende fallisce nell’implementare le potenzialità degli strumenti 2.0 in quanto ciò comporterebbe ridiscutere i processi e le gerarchie interne. Cosa che quasi mai accade.
Se una struttura aziendale è troppo “rigida” e non si sa adattare alle mutate dinamiche esterne, rischia di venir sopraffatta dai competitor.

Successivamente, dal pubblico arriva la richiesta di “arrivare al punto”, ovvero di spiegare come si può utilizzare la Rete e le potenzialità offerte dagli strumenti social per trovare nuovi clienti e vendere.

Enrico spiega che spesso le aziende non si rendono nemmeno conto delle potenzialità che già hanno.
Come si diceva poco sopra, per trovare nuovi potenziali clienti è utile sfruttare il passaparola positivo fornito dal personale interno. Oggi quasi tutti hanno una presenza nei maggiori social media (Facebook su tutti) e possono influire nelle decisioni di una cerchia di amici più o meno estesa. Occorre quindi, dopo aver coinvolto il personale nelle attività interne, lasciargli libero accesso ai social network in modo che possa comunicare all’esterno il proprio “attaccamento alla causa” aziendale.

In questi casi, però, bisogna prestare attenzione a creare delle linee-guida o una policy strutturata che tratti delle corrette modalità di comunicare l’azienda verso l’esterno. Linee-guida che trattino di COME comunicare, non di COSA.

Lasciare libertà di espressione può spesso rivelarsi la miglior cosa da fare, se il coinvolgimento interno e l’ambiente di lavoro sono all’altezza. E’ stato portato l’esempio di un blog creato da un magazziniere di Coca-Cola in pensione, che ha riscosso grande successo di pubblico perché trattava della vita aziendale di tutti i giorni in maniera assolutamente autentica e genuina.

blob20-treviso-personal-brand-strategie

Come affermato da Dino Amenduini, una comunicazione che contenga un approccio diretto alla vendita non funziona più: occorre prima puntare a una vera relazione con il proprio pubblico di riferimento.
Se un amico ti chiede un favore dopo mesi di totale assenza, molto probabilmente deciderai di non aiutarlo. La stessa cosa vale anche per un’azienda che urla il proprio messaggio di vendita senza prima ascoltare i desiderata dei clienti: è più probabile che ti rivolgerai al concorrente che si è preoccupato di darti anche un’assistenza pre e post vendita.

Venendo al dunque, non esiste una “ricetta perfetta”, ma ogni azienda deve crearne una propria adattandola ai propri punti di forza. Copiare chi già e avanti comporta quasi sempre un fallimento.

Ho apprezzato molto il Blob 2.0: finalmente anche in una realtà provinciale si è riuscito a trattare argomenti che solitamente sono appannaggio di grandi città come Milano o Roma.
Mi auguro che anche il prossimo anno venga riproposto il format attuale, magari potenziato con una capillare copertura streaming degli eventi.

Complimenti a tutti gli organizzatori e al prossimo anno! 🙂

[UPDATE] Grazie alla preziosa segnalazione di Sara Michieli aggiungo un breve video con gli highlights dell’incontro.

 [youtube http://www.youtube.com/watch?v=s2fPqLtBp_w?rel=0&w=560&h=345]

12 Comments

  1. Carlo Mazzocco 11/09/2011
  2. Enrico Bisetto 11/09/2011
    • Carlo Mazzocco 11/09/2011
      • Mario 12/09/2011
      • Carlo Mazzocco 12/09/2011
  3. Diego Orzalesi 11/09/2011
  4. Carlo Mazzocco 11/09/2011
    • Paola 12/09/2011
    • Carlo Mazzocco 12/09/2011
  5. lamiacasetta 14/09/2011
    • Carlo Mazzocco 14/09/2011

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