Il Blog aziendale: un’opportunità per le PMI

 

Innanzitutto una precisazione: non tutte le aziende necessitano di un blog.

Se non siete interessati ad ampliare il numero di prospect potenzialmente raggiungibili dal messaggio collegato al vostro prodotto/servizio, allora non avete bisogno di un blog.

Se non volete godere dei benefici SEO ottenibili grazie ad una regolare attività di blogging, che si traducono (tra le altre cose) in una maggiore visibilità del vostro sito aziendale, allora non vi serve un blog.

Se vi basta utilizzare i Social Media solo come strumento a basso costo per “modernizzare” la facciata della vostra azienda e per replicare le vostre vecchie attività di advertising, allora non credo proprio che questo articolo vi potrà tornare utile.

Nella realtà italiana, composta prevalentemente da PMI con poco budget e ancor meno tempo a disposizione per il marketing, l’utilizzo dei Corporate Blog è ancora in una primissima fase. Tuttavia, si conoscono già alcuni casi di successo che possono fungere da “musa ispiratrice” per altre realtà intenzionate ad esplorare le possibilità di promozione fornite dalla creazione e dal costante aggiornamento di un blog aziendale (l’esempio “classico” che mi piace riportare è rappresentato da Lago).

Ma allora, a cosa può davvero servire un blog? Un corporate blog può essere:

  • Uno strumento per aiutare l’azienda a raggiungere uno o più obiettivi di business – se state pensando di aprire un blog solo perchè “anche i miei concorrenti ce l’hanno”, allora è utile ricordare che occorre partire con dei chiari obiettivi, delle risorse dedicate e con una definita content strategy.


  • Un’estensione della presenza e dell’immagine aziendale sul mercato – deve quindi essere sostenuto da buoni prodotti, da un’ottimizzazione dei processi interni di produzione e dal mantenimento di un focus costante sui reali bisogni e desideri dei lettori.


  • Un’opportunità inestimabile per aprire un canale di comunicazione a due vie – il sito aziendale resta, tipicamente, una vetrina dove inserire immagini dei propri prodotti, i contatti dei commerciali, alcune news e poco altro. Non è una scelta sbagliata, anzi! Il problema sta nel fatto che, all’interno del sito istituzionale, si tende spesso a scrivere in “aziendalese” senza preoccuparsi di comunicare efficacemente con i propri clienti. Un blog può sopperire a questo problema in quanto luogo deputato alla discussione informale e fonte di nuovi spunti (spesso inaspettati!) per il miglioramento della propria offerta.

 

Un fatto che può sembrare ovvio, ma che spesso vedo ancora mancare in alcuni blog, è la possibilità per i lettori di lasciare un commento. Anche pre-moderare i commenti prima della pubblicazione può esser ragionevole. Ma se i lettori non possono in alcun modo commentare i vostri contenuti, allora cade uno dei presupposti per l’apertura di un blog: non state cercando un confronto, un canale di comunicazione privilegiato per essere più vicini ai vostri clienti e prospect, ma solo un altro modo di “esserci”. In questo caso, il sito istituzionale può bastare al vostro scopo.

Utilizzare un blog può anche comportare dei rischi ed è dunque necessario prevedere delle linee-guida per rispondere in maniera univoca a quelli più probabili. Ad esempio:

 

  • Commenti negativi – prevedere le azioni da intraprendere nel peggior scenario ipotizzabile. Avere delle chiare policy sulle modalità di moderazione può essere utile per evitare momenti di imbarazzo.


  • Perdita di controllo sul messaggio da veicolare – mettetevi il cuore in pace: non è possibile controllarlo. Sul web, che lo vogliate o no, c’è una forte probabilità che stiano già parlando della vostra azienda, in bene o in male. E’ sempre meglio che vada così, piuttosto di essere completamente ignorati.


  • Essere incostanti – prima di lanciare il vostro nuovo blog preoccupatevi di avere già pronti almeno una decina di post. Impostate un calendario editoriale per il futuro, prevedendo anche il tempo e le risorse da dedicarvi. Il rischio maggiore è che un blog venga pian piano abbandonato o che non vi sia una coerenza nelle tempistiche di aggiornamento. Quindi, variate spesso i contenuti proposti, lasciate spazio all’inventiva e siate sempre presenti quando i lettori chiederanno un vostro parere nei loro commenti.

 

Altro da aggiungere in base alla vostra esperienza personale? Ho scordato qualche altro punto necessario di approfondimento?

 

4 Comments

  1. Rosa Giuffré 26/07/2012
    • Carlo Mazzocco 27/07/2012
  2. Rosa Giuffré 02/08/2012
    • Carlo Mazzocco 04/08/2012

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