Cultura aziendale ed utilizzo dei Social Network

Immaginiamo uno scenario: siete un’azienda (medio-piccola) e siete persuasi che dovrete presto attuare un piano per aggiungere i media sociali alla vostra attuale strategia di comunicazione e di marketing. State pensando, intanto, di partecipare alle discussioni di alcuni social network per vedere cosa succede.

Non c’è niente di sbagliato in questo, tranne il fatto che dovreste anche pensare alla cultura aziendale interna.

Essa impedisce od ostacola l’adozione dei tool di social networking agli impiegati o addirittura ai dirigenti? Se così non fosse, le persone si sentono valorizzate quando comunicano pubblicamente a nome dell’azienda? I loro responsabili capiscono l’importanza di essere “aperti” alle opinioni esterne e di partecipare alle conversazioni dei propri clienti (anche potenziali)?

Ma cosa si intende precisamente per “cultura aziendale”?

Secondo la definizione che ho tratto da Peggy Dau, la cultura è una “combinazione di valori condivisi, attitudini, credenze e comportamenti. Essa si fonda sulle assunzioni di mutua interazione fra le persone”.

Una buona strategia di utilizzo dei social media si ottiene quando la cultura aziendale bilancia le decisioni “top-down” con le iniziative “bottom-up” provenienti sia dai propri clienti che dal personale interno.

Comunque, alcune tipologie di cultura possono bloccare questo blianciamento e, di conseguenza, rendere vani tutti gli sforzi intrapresi. Quali delle seguenti tipologie culturali meglio si adatta alla vostra azienda?

Adattiva. Questa azienda prova nuovi processi, soluzioni e modelli di business per vedere quali funzionano meglio. E’ molto focalizzata all’esterno dei propri confini e adotta soluzioni collaborative che comunica efficientemente ed efficacemente al personale. Questa cultura si adatta facilmente ai social network per uso di business.

Inerte. Questo tipo di azienda è molto focalizzata sui propri processi interni e difficilmente riesce a far proprie delle nuove idee. Sarà una delle ultime ad adottare le tecnologie abilitanti al social networking, con tutti i problemi derivanti dall’essere un “laggard”.

Fluida. Questa è un’azienda “social”, ma il personale dimostra una bassa lealtà. Questa tipologia di azienda può ritardare nell’adozione di nuove idee solo a causa di un alto turnover del personale. Non appena essa utilizzerà gli strumenti di social networking al proprio interno, il personale potrà trarne vantaggi e si potrà favorire maggiormente la loro retention.

Mercenaria. La cultura favorisce una forte competizione interna. Se una nuova soluzione proposta non contribuisce strettamente al raggiungimento degli obiettivi di core business, essa non viene considerata. Il focalizzarsi esclusivamente sul ROI non porterà quest’azienda ad utilizzare i social network a livello di business.

Frammentata. Essa può essere considerata come un’unione di lavoratori indipendenti (ad esempio, uno studio legale). Se una soluzione può essere adottata facilmente da questi lavoratori per aiutarli a raggiugere i loro obiettivi allora sarà vincente, ma è difficile che tutti la utilizzino allo stesso livello. L’apertura alle novità, qui, si valuta di caso in caso.

In quale tipo di cultura aziendale vi rispecchiate maggiormente? Ne avete altre da aggiungere? Come riuscire a risolvere la “chiusura mentale” di alcune di esse? Lascio a voi la parola.

p.s. Vorrei segnalare un interessante articolo di G. Tocchetti, trattante la tematica dell’Enterprise 2.0 e la necessità di “ripensare l’intera azienda dalle fondamenta”. L’articolo di Gino si collega benissimo a quanto da me appena scritto e merita sicuramente un’attenta lettura.

http://www.ecosistema20.it/716/fattori-chiave-per-un-vero-enterprise-2-0/

 

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