Come convincere gli scettici ad investire nei Social Media

Come anticipato nel mio precedente post, ecco il mio primo articolo dopo il rientro dalle ferie estive. Tratterò di come poter “scardinare” le resistenze delle aziende verso l’apertura al mondo “social” e ai benefici ottenibili da una presenza attiva nello stesso.

Poniamo il caso che tu sia un “innovatore” all’interno della tua azienda e che tu voglia convincere il tuo responsabile a dare almeno una chance all’utilizzo degli strumenti social; ecco allora alcune tecniche proposte da Allison Fine e Beth Kanter alla recente “Nonprofit 2.0 Unconference” di Washington DC che potranno risultarti utili.

I cambiamenti culturali ed organizzativi sono le cose più difficili da farsi”, dice Fine, la quale ha peraltro scritto con Kanter il libro “The Networked Nonprofit: Connecting with Social Media to Drive Change”. “Dovrete avere coraggio e molta pazienza per riuscire bene”.

Individuate delle persone che possono esercitare influenza sul management

 

Quali sono le persone più rispettate in azienda come fonti di idee o degne di rispetto? Aiutatele a capire come i media sociali possano dare una spinta forte per il raggiungimento della mission della vostra azienda. Secondo Kanter, gli influenzatori potrebbero addirittura includere membri famigliari più giovani che possono convincere i vostri responsabili a provare i social media per interesse privato e personale.

Sollevate l’attenzione sull’attività social dei vostri concorrenti

 

Se i vostri competitor stanno già facendo certe cose (magari con successo), allora otterrete l’attenzione dei vostri capi molto velocemente”, afferma Fine.

Testate la situazione “a fari spenti”

 

Potete provare un approccio di basso profilo e tentare di condividere informazioni non sensibili su alcuni social media senza prima informare i vostri diretti superiori. Se otterrete successo e riscontro di pubblico, allora potrete fare una proposta di futura strategia avendo già dei numeri dalla vostra parte.

Diventate una guida, non un guerrigliero

 

Dall’altra parte, afferma Fine, “mi piacerebbe vedere i membri aziendali più giovani uscire da una logica “stealth” e diventare delle vere guide per le loro organizzazioni”. Suggerisce di organizzare settimanalmente delle pause-pranzo nelle quali dimostrare ai colleghi come Twitter possa fornire valore al loro lavoro e mostrare esempi di come altre società stiano utilizzando con profitto i social network.

Siate pazienti, ci potrebbe volere un po’!

 

Dovete pensare che questo è un processo lungo di cambiamento culturale, dice Kanter. “Ci vogliono anni per cambiare una cultura”.

Il tema del cambiamento culturale è uno di quelli che più mi stanno a cuore e per il quale nutro un interesse particolare. Proprio per questo sto preparando un altro post (di prossima uscita!) che parlerà delle varie possibili tipologie di “culture” aziendali e delle rispettive risposte ai tentativi di utilizzo dei social media al loro interno.

Conto sulla vostra partecipazione per intavolare una proficua discussione e per cercare assieme delle soluzioni. Stay tuned!

p.s. Se siete interessati a questo argomento, vi propongo un interessante articolo di Social Media Examiner 😉

http://www.socialmediaexaminer.com/selling-social-media-to-executivies/

A presto!

3 Comments

  1. Vanessa Ramadan 23/12/2013
    • Carlo Mazzocco 23/12/2013
      • Vanessa Ramadan 23/12/2013

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